Vandini Stufe - Centro Stufe e Camini - Kachelofen

Costruzione stufe e camini in maiolica su misura
500 mq di esposizione
Dalle Originali Stufe Tirolesi:
- Stufe in Maiolica
- Stufe in Ghisa e in Ceramica
- Camini ad Aria
- Camini ad Acqua
- Termostufe
- Stufe a Pelletts






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STUFE

Il termine "Stube", ossia la stanza riscaldata a stufa, deriva etimologicamente dall'antico germanico la cui radice è la stessa del termine frisone "Stoev" o "Stoevchen" col quale si definiscono i piccoli scaldini di ottone o di terracotta. Ricordiamo inoltre il termine latino "cacabus" : pentola inserita nelle stufe, derivato dal tedesco "Kachel" e "Olle" , vocabolo di derivazione longobarda indicante recipienti in terracotta, ancora in i uso nel dialetto trentino col significato modificato di formelle. Dalla stube tedesca, nelle derivazioni dialettali delle vallate alpine discende anche il ladino "stuva" oppure "stiva".

LA STUFA

La stufa in muratura intonacata, conosciuta anche come Kachelofen, diffusa nel mondo di lingua tedesca e tipica anche di alcune zone del nostro Paese, si caratterizza per la grande inerzia termica, per la capacità di accumulare calore e di cederlo uniformemente all'ambiente E' particolarmente conveniente se si ha la possibilità di stivare la legna necessaria al suo funzionamento ed è stata rivalutata dall'architettura bioecologica per !e sue caratteristiche, che la fanno collocare tra i migliori sistemi di riscaldamento dal punto di vista della salubrità, dato che riscalda in massima parte secondo i principi dell'irraggiamento, assicurando una piacevole sensazione di calore con temperatura bassa dell'aria e più elevata delle pareti che circondano il locale nel quale la stufa è posizionata. Collocata preferibilmente al centro dell'edifìcio, tradizionalmente a cavallo tra il locale cucina e la zona di soggiorno, ma comunque sempre in una posizione strategica rispetto alla possibilità di irradiare calore "dal centro alla periferia", può essere considerata, lì dove il suo uso si è mantenuto, il vero e proprio cuore della casa. Senza contare che una casa può essere dotata di più di una stufa e anche le stanze da letto possono essere provviste della loro brava stufa, Esistono essenzialmente due tipi di Kachelofen - lo si è accennato nelle pagine precedenti - e moltissime varianti per quanto riguarda la forma. I due tipi sono: la stufa intonacata a calce e la stufa rivestita di piastrelle di maiolica (dette olle). che a volte si presenta come una vera e propria opera d'arte. Per quanto riguarda le forme, su una certa codificazione tradizionale che prevede alcune realizzazioni standardizzate, si sono più recentemente sviluppate le forme più fantasiose e creative.

Di solito attorno alla Kachelofen corre una panca di legno e sopra a essa, a volte, è prevista una struttura, anch'essa di legno, che può essere utilizzata come piacevolissimo giaciglio. La Kachelofen va costruita sul luogo utilizzando pietra o materiale refrattario e prevedendo la sapiente messa in opera di "giri di fumo" che costringono il calore a dei percorsi nei qua!i esso viene ceduto al materiale che ha il compito di accumularlo per poi cederlo lentamente per irraggiamento delle sue superfìci calde e per riverbero delle pareti della stanza. La ,costruzione avviene di solito a opera di mastri fumisti, ma tradizionalmente ogni capofamiglia costruiva da sè la propria stufa rinnovando un sapere trasmesso di generazione in generazione - cosa che avviene ancora oggi, per esempio nelle valli del Sudtirolo.

L'irraggiamento prodotto dalla stufa non produce sensibili movimenti d'aria, riducendo al minimo la circolazione della polvere con tutti i suoi dannosi effetti, E' notevole inoltre il risparmio energetico che essa consente: la sua capacità di accumulare calore e di cederlo lentamente quando sia a regime, consente di caricare con legna la stufa solo due volte al giorno, al mattino e alla sera. La sua resa ottimale dipende in gran parte dalla continuità di carica e dalla capacità di capire di quanta e di quale legna essa abbia bisogno per dare il meglio di sè. dato che ogni Kachelofen è un po' come un forno che una brava cuoca deve imparare a conoscere perchè possa essere utilizzato nel modo più soddisfacente. In ogni caso, qualora sia adeguatamente progettata per l'ambiente che si desidera riscaldare e per le esigenze dei suoi fruitori, essa può essere l'unica fonte di calore o può essere minimamente integrata con un altro sterna di riscaldamento. I costi di installazione possono variare sensibilmente e gran parte della spesa dipende dal tipo e dalla qualità delle piastrelle di maiolica, che non hanno solo una funzione estetica. Esse assolvono infatti un altro compito: conducono il calore dal refrattario, con il quale sono a contatto, avente una temperatura variabile tra i 400 e i 600 °C e lo immettono nell'ambiente sotto forma di irraggiamento mantenendo sulla superfìcie una temperatura massima attorno a 70-80 °C, con picchi di 110 in prossimità del focolare. Offrono perciò una maggiore garanzia di sicurezza nei possibili contatti con le superfìci calde. La costruzione della stufa intonacata a calce è decisamente più economica e non a caso era tipica delle case meno ricche e dell'autosufficienza di un tempo. La separazione dal contatto con le superfìci della stuta è in questo caso ottenuta con l'installazione di un leggero schienale di legno che corre tutt'intorno alla stufa stessa.

I costi di manutenzione sono in ambedue i tipi di stufa praticamente inesistenti. Si richiede ovviamente l'efficienza della canna fumaria, che dev'essere dimensionata in modo adeguato, e la periodica pulizia della camera di combustione e dei percorsi del fumo. In anni recenti è stato messo sul mercato un modello cosiddetto "ad aria calda", costituito da una caldaia interna in ghisa ove avviene la combustione, e da un rivestimento esterno in maiolica. Fra il rivestimento e la caldaia è posta un'intercapedine dove l'aria viene riscaldata e sale fuoriuscendo dalla stufa verso il locale in cui si trova o verso altre stanze, alle quali è convogliata attraverso appositi condotti. Tale stufa, che si presta peraltro a essere accoppiata a una parete riscaldante ad ipocausto, consente di ridurre il tempo necessario ai riscaldamento del locale, poichè il flusso di aria calda ha inizio con la combustione stessa. L'emissione di calore per irraggiamento dalla superficie, che avviene in un secondo tempo, si riduce però al 50% del totale. Il che dunque non compensa dell'iniziale lentezza del rilascio di calore da parte della stufa in muratura di concezione tradizionale, problema superato nel caso in cui tale stufa sia mantenuta in funzione in modo continuativo, così che le sue pareti mantengano costantemente la "carica di calore".


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