Vandini Stufe - Centro Stufe e Camini - Kachelofen

Costruzione stufe e camini in maiolica su misura
500 mq di esposizione
Dalle Originali Stufe Tirolesi:
- Stufe in Maiolica
- Stufe in Ghisa e in Ceramica
- Camini ad Aria
- Camini ad Acqua
- Termostufe
- Stufe a Pelletts






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LA TERRACOTTA

Altro genere di stufa di grande interesse è quella in terracotta, o meglio in materiale refrattario e rivestimento in cotto, di cui un'altra regione, la Toscana, vanta una lunga tradizione.

La Feliciano Felici, ditta di origini antiche, (nell'archivio storico di Prato si legge: "1575; Famiglia Felici, fabbricanti di orci, cadini per fuoco etc.) produce nell'800 le stufe-caminetto Franklin ( ma in cotto mentre gli originali "Franklin" erano prodotti in metallo) costruite in un unico pezzo e con importanti innovazioni tecniche (la circolazione dei fumi in appositi condotti in terracotta ricavati nel corpo monolitico della stufa). Produce anche, nei primi del '900, le stufe ad elementi sovrapposti per sfruttare la maggior quantità possibile di calore irraggiandola attraverso la maggior superficie. Idea questa che sembra però doveroso attribuire a Pietro Becchi, romagnolo di Forlì che nel 1850, appena ventenne, con il padre Valerio si dedicava a vari lavori nel campo dell'edilizia.

Questo tipo di lavoro lo costringeva spesso a dover intervenire nella riparazione di vecchie stufe in mattoni tenute insieme da cerchi di ferro. Il lavoro di restauro era lungo e paziente e da queste faticate esperienze al giovane Becchi venne l'idea di creare una stufa simile ma in cotto, monolitica e senza ferri.

Il prototipo fu presto fatto con un rudimentale stampo in legno; ne fabbricò una ventina e le vendette con buon successo. La richiesta fu tale che ne nacque una fabbrica di cui è riportato il volantino pubblicitario a pagina 48. Questa particolare stufa venne chiamata "a cassettoni" e poteva essere alimentata sia a legna che a carbone. Nel 1889 la "stufa a cassettoni" del Cavalier Pietro Becchi ottenne ben 24 medaglie d'oro in varie esposizioni nazionali e internazionali.

Le stufe in terracotta scaldano lentamente, ma una volta riscaldate, perdono molto lentamente il loro calore, mantenendo a lungo una temperatura conveniente. Sono quindi molto valide perche' con un consumo energetico minore, continuano a irradiare calore anche dopo che il fuoco sia stato spento.

LA FORMA DELLE STUFE IN MAIOLICA

Le prime stufe ebbero basi rettangolari ed altezze piuttosto contenute (m. 1,40-1,60).
Alcune erano piane, altre erano munite superiormente di una volta a botte (è la cosiddetta stufa a muletto). Intorno alla stufa frequentemente veniva posta un'impalcatura in legno che consentiva la sistemazione di una panca, serviva da appoggio per panni che dovevano asciugare, ma cosa più importante serviva durante l'inverno a sostenere un pagliericcio; una specie di letto provvisorio per le persone anziane che volevano dormire al caldo. Questo per le modeste case dei contadini; nei palazzi e nei castelli si realizzavano invece stufe molto più alte (ad uno o due corpi sovrapposti). Quello inferiore di dimensioni maggiori, con zoccolo e cornicione, appoggiava su un solido basamento di legno o di pietra munito sul davanti di piedini e inserito, sul retro, nella parete. A volte però i piedini erano anche sul retro.

Il corpo superiore "a torre", poteva essere rettangolare od ottagonale, a volte anche tondo e con cupoletta finale. Il colore in genere usato era il verde, che dominò incontrastato per lungo tempo, particolarmente in Alto Adige, ma nel Settecento si usò molto anche il bianco con decorazioni su vari toni di azzurro. Più raramente la terra di Siena e i bruni in genere.

Tra la fine del Settecento e per tutto l'Ottocento prese gran voga la stufa a corpo cilindrico, con decorazione a rilievi che rieccheggiano lo stile Impero. La stufa si impreziosisce con medaglioni che raffigurano personaggi famosi o sacri e viene quasi completamente abbandonata la vecchia stufa con volta a botte.

Ma alla fine dell'Ottocento le stufe riacquistano la pianta quadrata e l'aspetto di un alto parallelepipedo che pur restringendosi, a volte, nella parte superiore, non mantiene più la sostanziale differenza tra corpo inferiore e corpo superiore che aveva caratterizzato le stufe dei secoli precedenti.

Per esigenze di mercato e di produzione le formelle a stampaggio, quadre, sono eseguite in un solo colore e propongono motivi geometrici a rilievo per mettere in evidenza il gioco delle ombre. In tempi recenti, quando dopo un lungo periodo di oblio la stufa di maiolica viene di nuovo in auge, vengono riprese sia le antiche forme delle varie epoche, così come vengono studiate nuove forme più aderenti al gusto dei nostri giorni, fino al Postmodern.

Ma in genere la stufa di maiolica viene preferita nelle sue forme classiche che tuttora vengono prodotte sugli antichi disegni, ma con tecniche modernissime dai migliori fabbricanti.

TECNICA ATTUALE DI PRODUZIONE DELLE STUFEIN MAIOLICA

Le moderne stufe in maiolica si distinguono principalmente in due gruppi( la stufa ''tradizionale piena" e "la stufa ad aria calda". La tradizionale piena funziona per accumulo di calore; durante la combustione i gas caldi che si dirigono verso la canna fumaria sono prima incanalati in serpentine che vengono così riscaldate. Dalle serpentine (in materiale refrattario) il calore si irradia alla superficie in maiolica della stufa. Si ottiene così una dispersione minima di calore con un riscaldamento uniforme. Questa stufa viene alimentata con legna, ramoscelli, lignite (mattonelle) oppure trucioli.

La legna va bruciata a piena fiamma per breve tempo. Quando sarà tutta bruciata si chiude ermeticamente la stufa e in tal modo la brace rimane attiva fino a 24 ore. Una stufa tradizionale piena può riscaldare tanto quanto è la superficie radiante e quindi è consigliabile per ambienti con cubatura massima di circa 100 m3. La stufa ad aria calda è lo sviluppo più avanzato della tradizionale stufa in maiolica piena.

è costituita da una caldaia interna in ghisa dove avviene la combustione e da un rivestimento esterno in maiolica. Tra caldaia e rivestimento rimane uno spazio libero dove l'aria viene riscaldata. Proseguirà poi verso l'alto uscendo dalla stufa nell'ambiente circostante. Avviene così una circolazione naturale e attraverso bocchette regolabili si può dirigere l'aria calda dove si vuole fino a riscaldare con apposite tubature altre camere od anche il piano superiore dell'abitazione.

Vantaggio di questa stufa è che l'ambiente dove è collocata si riscalda subito perchè il flusso d'aria calda inizia con la combustione; in seguito si aggiunge poi il calore per irradiazione come accade nelle stufe tradizionali. è un tipo di stufa che può funzionare non solo a legna, ma anche con carbone, gas o cherosene (dipende dal tipo di caldaia scelto), e la sua capacità di riscaldamento può raggiungere e anche superare i 300 m3.

Evidente quindi che con questo tipo di stufa, il cui aspetto esterno è del tutto simile a quelle tradizionali piene in maiolica, si ottiene l'optimum del riscaldamento rispettando sia le necessità igienico-sanitarie che le esigenze tecniche (grande emanazione di calore e massimo sfruttamento del combustibile).

Come si è visto, la stufa in maiolica, nata nella zona alpina da tempo immemorabile, rimane uno dei più efficaci mezzi di riscaldamento senza dimenticare la sua lunga tradizione artistica e storica che ne fa anche un "oggetto" di arredamento, piacevole e accogliente in ogni ambiente.


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